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Principi generali di Basilea 2.

Il 1° Gennaio 2007 entrerà n vigore il Nuovo Accordo sul Capitale delle Banche, denominato "Basilea 2" che prevede l'implementazione di uno schema che definisca con precisione l'adeguatezza patrimoniale degli Istituti bancari, basato su tre pilastri regolamentari:

- la definizione di requisiti patrimoniali minimi;

- la disciplina del mercato, ovverosia la trasparenza delle informazioni

In sintesi Basilea 2 obbligherà le Banche a valutare il rischio assunto per ogni singolo cliente, definendo delle correlazioni rischio/capitale impiegato, che ovviamente penalizzeranno i clienti più deboli in termini di bontà del credito, forzando le Banche a richiedere opportuni e maggiori ritorni per adeguare i margini di redditività al rischio (in realtà le banche richiederanno i bilanci storici delle imprese almeno per il 2004-2005-2006 redatti secondo i principi di Basilea 2, ecco perché di fatto Basilea 2 è già entrato in vigore.

 

Il rischio delle imprese per le Banche in base ai parametri di Basilea 2.

Un’innovazione significativa del nuovo Schema consiste nel maggiore ricorso alle valutazioni del rischio fornite dai sistemi interni delle banche quale input per il calcolo dei coefficienti patrimoniali. In tale ambito, il Comitato propone anche una serie circostanziata di requisiti minimi volti ad assicurare l’integrità di tali valutazioni. Rispetto all’Accordo del 1988 il nuovo Schema è più sensibile al rischio, ma i paesi i cui mercati bancari presentano rischi relativamente elevati sono comunque chiamati a valutare l’opportunità che le banche detengano una dotazione patrimoniale superiore a quella minima stabilita dal nuovo Schema. Il Nuovo Accordo ha lo scopo di legare più strettamente il capitale delle banche ai rischi assunti attraverso l’uso di rating interni ed esterni dei suoi clienti cioè le imprese. L’innovazione regolamentare introdotta da Basilea2 è finalizzata a creare una maggiore correlazione tra il patrimonio delle banche e i principali elementi di rischio dell’attività bancaria. Gli elementi tecnico-operativi di Basilea2 influenzeranno notevolmente la tradizionale prassi bancaria di affidamento delle imprese.

 

Le imprese in prima linea per il rispetto di Basilea 2.

Le nuove disposizioni regolamentari di Basilea 2 correlano con maggiore intensità il fabbisogno di capitale di vigilanza delle banche al rischio sottostante ad ogni finanziamento concesso alle imprese. L’erogazione ed il costo dei finanziamenti per le imprese saranno quindi maggiormente sensibili al rischio in essi implicitamente contenuto se non rientreranno nei rating o predisposti dalle banche stesse o rating standar. Già da ora, pertanto, le imprese sono chiamate ad adeguare la propria struttura finanziaria e patrimoniale, nonché la propria struttura di governo ed il suo funzionamento, al fine di migliorare la propria affidabilità per poter accedere ai finanziamenti bancari. Occorrerà in definitiva per ogni impresa dotarsi di un schema di stato patrimoniale riclassificato secondo il criterio finanziario previsto dall’accordo di Basilea 2, strumentale alla comprensione della composizione degli impieghi e delle fonti ed alla costruzione degli indicatori di equilibrio finanziario, di breve e di lungo termine; lo schema prevede anche l’indicazione delle percentuali di composizione.

 

PUBBLICAZIONI

Dott. prof. Gregorio Pietro D'Amato
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SCHEDA LIBRI MEDIAZIONE D'AMATO

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Un elenco di indicatori, classificati - per “area di analisi”- in indici per l’analisi della composizione degli impieghi e delle fonti, indici per l’analisi della solidità aziendale (o equilibrio finanziario a medio-lungo termine), indici per l’analisi della liquidità aziendale (o equilibrio finanziario a breve termine) e indici per l’analisi della redditività aziendale; oltre agli indici proposti se ne potrebbero immaginare numerosi altri; ciò, tuttavia - riteniamo – condurrebbe ad un prospetto informativo eccessivamente impegnativo, con il rischio, anzi, di far perdere di vista la dinamica delle grandezze chiave che verrebbero, in questo modo, a confondersi con altre variabili di significato minore o comunque implicito o derivato.

Rischi per le imprese non in regola con i parametri di Basilea 2.

Riclassificazione dei bilanci che determineranno dei rating che sin da ora bisogna individuare, predisporre ed eventualmente correggere, in quanto le banche dal 1 gennaio 2007 richiedendo i bilanci storici degli anni 2004-2005-2006 alle  imprese per ottenere linee di credito, con il rischio che se non rietranti in tali parametri si avrà maggiore difficoltà d'accesso al credito e l'aumento del costo dello stesso.

Vantaggi per le imprese che d’anticipo si adeguano già ora ai parametri di Basilea 2.

Pertanto, già da ora occorre per tutte le imprese oltre che rientrare nei parametri di Basilea 2 anche pensare a poter certificare i Bilanci con una società di certificazione. Presentando alle banche i bilanci con il c.d. “bollino blu” potranno ottenere, in base alle previsioni di Basilea 2, uno sconto sul tasso passivo praticato dalle banche nonchè  maggiori linee di credito e/o aumento dell’affidamento.

 

 

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